
Ultimo aggiornamento: luglio 2026 · A cura di Mark Chambers · Tempo di lettura: 12 minuti
In breve. L’identità digitale è la “chiave” che ti permette di accedere online ai servizi pubblici italiani (INPS, Agenzia delle Entrate, ASL, Comune) senza andare allo sportello. Oggi si ottiene in due modi: con lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale, gestito da provider privati) o con la CIE, la tua Carta d’Identità Elettronica attivata come strumento digitale. Se hai perso il PIN, si recupera in pochi minuti tramite l’app CieID o allo sportello anagrafe del tuo Comune, senza rifare la carta.
Se ti è capitato di fermarti proprio a quella schermata — quella con il pulsante “Entra con SPID” o “Entra con CIE” — e di aver chiuso il browser pensando “ci vado di persona”, non sei il solo. È una delle domande che ricevo più spesso qui su BoomerGurus, e la buona notizia è che dietro quelle due sigle si nasconde una procedura molto più semplice di quanto sembri. In questa guida ti accompagno passo passo: cos’è l’identità digitale, perché ormai conviene averla, quando ti servirà davvero, come attivarla e usarla, e — la parte che genera più ansia — cosa fare se hai smarrito il PIN e ti serve con urgenza.
Pensa all’identità digitale come alla tua carta d’identità, ma per il mondo online. Invece di un documento di plastica da mostrare a uno sportellista, hai delle credenziali (o un’app) che dimostrano ai siti della Pubblica Amministrazione che sei davvero tu, e non qualcun altro che sta usando il tuo nome.
In Italia esistono oggi due strumenti principali, entrambi validi:
Non devi scegliere per forza tra i due: puoi avere sia SPID che CIE attiva, e usare quello che preferisci a seconda del momento. Anzi, con i cambiamenti del 2026 di cui parlo tra poco, avere entrambi ti mette al riparo da qualsiasi imprevisto.
| Caratteristica | SPID | CIE (attivata come identità digitale) |
|---|---|---|
| Chi la rilascia | Provider privati accreditati (Poste, Aruba, InfoCert, ecc.) | Stato italiano, tramite il tuo Comune |
| Costo d’uso | Storicamente gratis; da alcuni provider è stato introdotto un canone annuo (circa 6 €/anno dopo il primo anno gratuito) | Sempre gratuita una volta ottenuta la carta (costo della sola CIE fisica, circa 22 €) |
| Cosa serve per usarla | Username e password, a volte con app per il codice temporaneo | App CieID + smartphone con tecnologia NFC + PIN della carta |
| Livello di sicurezza | Buono, tre livelli crescenti | Molto elevato, riconosciuto anche a livello europeo |
| Futuro previsto | Resterà attivo durante la transizione, ma lo Stato punta a sostituirlo gradualmente | Diventerà probabilmente lo strumento principale, anche in vista dell’IT Wallet nell’app IO |
Il mio consiglio onesto, senza girarci intorno: se sei già cliente Poste o hai un provider SPID che usi da anni e ti trovi bene, non c’è fretta di cambiare tutto. Ma se stai partendo da zero oggi, nel 2026 conviene iniziare direttamente con la CIE, perché è gratuita, più sicura e sarà lo strumento su cui punterà lo Stato nei prossimi anni.
Capisco la tentazione di pensare “ho sempre fatto tutto allo sportello, perché cambiare adesso?”. Ecco alcuni motivi concreti, senza esagerazioni:
Se in passato hai letto la nostra guida su come risparmiare ogni mese su bollette e assicurazioni con l’AI, saprai che molti portali ufficiali (ARERA, IVASS) richiedono proprio SPID o CIE per accedere all’area riservata. L’identità digitale, insomma, è la base che rende possibile tutto il resto.
Non è uno strumento “per esperti”: prima o poi, quasi certamente, ti verrà chiesta. Ecco le situazioni più comuni in cui SPID o CIE diventano indispensabili:
In pratica: se hai già rimandato una di queste pratiche perché “prima devo capire lo SPID”, questo è il momento giusto per attivarlo con calma, prima che diventi urgente.
Qui voglio essere molto pratico. Tutte le procedure che ti indico passano dai siti ufficiali dello Stato: diffida sempre da chi ti chiede soldi per “attivarti subito” lo SPID o la CIE fuori dai canali riconosciuti.
Se hai già letto la nostra guida completa dedicata, la trovi qui: Come Attivare SPID: Guida Facile Per Over 50. Lì trovi il dettaglio di ogni gestore e dei tempi di attivazione.
Non hai lo smartphone con NFC o preferisci il computer? Esiste anche il “Software CIE” da installare sul PC, insieme a un lettore di smart card compatibile: la procedura è leggermente più tecnica, quindi se non te la senti, ti consiglio la via dell’app, decisamente più intuitiva.
Arriviamo al punto che genera più ansia, e voglio rassicurarti subito: perdere il PIN non significa quasi mai dover rifare la carta d’identità da zero. Ecco cosa fare, con calma, un passo alla volta.
Le prime 4 cifre del PIN sono scritte sull’ultimo foglio della ricevuta cartacea che ti ha dato l’operatore comunale quando hai richiesto la carta. Le altre 4 cifre sono arrivate per posta, insieme alla busta con la CIE. Se conservi ancora quei fogli (magari in un cassetto con altri documenti importanti), hai già risolto: ti basta unire le due metà.
Qui niente stress: è una delle richieste più comuni agli sportelli anagrafe, e il personale è abituato a gestirla ogni giorno.
Un’ultima raccomandazione, detta con affetto: quando avrai i tuoi nuovi codici, salvali in un posto sicuro ma che ricordi facilmente — per esempio in un file protetto da password sul telefono, oppure scritti su un foglio conservato con gli altri documenti importanti. Ti eviterà di rivivere questo momento di stress una seconda volta.
Attenzione a un dettaglio importante: se sbagli il PUK per più di 10 volte di seguito, la CIE si blocca in modo definitivo e dovrai richiedere una nuova carta al Comune. Quindi, se non sei sicuro del codice, fermati e vai allo sportello invece di continuare a tentare.
Proprio perché l’identità digitale è diventata così importante, è anche diventata un bersaglio per i truffatori, che si spacciano per “assistenza SPID” o “supporto CIE” via email o telefono per rubarti le credenziali. Ricorda una regola semplice: nessun ente pubblico ti chiederà mai il tuo PIN, la tua password o il PUK per telefono o via email. Se hai dubbi su una comunicazione sospetta, ti consiglio di leggere la nostra guida su le truffe online più diffuse nel 2026 e come evitarle.
È l’insieme degli strumenti (SPID e CIE) che ti permettono di dimostrare la tua identità online e accedere in modo sicuro ai servizi della Pubblica Amministrazione e di molte aziende private.
No. Puoi avere entrambi e usarli in parallelo: la maggior parte dei servizi pubblici accetta sia l’uno che l’altro, lasciando a te la scelta più comoda in quel momento.
Dipende dal gestore. Molti provider hanno introdotto un canone annuo di pochi euro dopo il primo anno gratuito, mentre alcuni restano gratuiti per specifiche categorie (over 75, residenti all’estero, minorenni). La CIE, invece, resta sempre gratuita una volta ottenuta la carta.
Quasi mai. Nella maggior parte dei casi basta recuperare il PUK tramite l’app CieID o richiederne la ristampa allo sportello anagrafe del tuo Comune, senza dover richiedere una nuova carta.
Sì, oggi la CIE attivata offre lo stesso livello di accesso dello SPID sulla stragrande maggioranza dei portali pubblici, spesso con un livello di sicurezza ancora più alto.
Lo so, tra sigle, app e codici a otto cifre, il mondo dell’identità digitale può sembrare un labirinto. Ma come per ogni cosa nuova, basta affrontarla un passo alla volta: oggi hai capito cos’è, perché ti serve e come muoverti anche nel peggiore degli scenari, quello del PIN smarrito. Se questa guida ti è stata utile, iscriviti alla newsletter di BoomerGurus: ogni settimana trovi nuove guide pratiche pensate per aiutarti a usare la tecnologia con serenità, ai tuoi tempi.






